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Campitello, Massimo Carrino: “Totale apprendimento per le nostre piccole ‘spugne’”

Una lunga esperienza nei settori giovanili del territorio ternano, prima di confluire – sette anni fa – nell’organigramma della Polisportiva Campitello. Il tecnico Massimo Carrino guida i Pulcini del 2013 e 2014 insieme al collega Taljinder Singh: “Un gruppo tranquillo di giovanissimi, integrato da quest’anno con nuovi bimbi. La loro fascia d’età si contraddistingue per un totale apprendimento, pertanto vengono definite delle ‘spugne’. L’allenatore – in tal senso – lavora maggiormente sugli aspetti tecnici, cercando di fornire loro i fondamentali del calcio”. Alcuni esempi: “Tracciare un buon passaggio, controllare la palla in modo adeguato ed abbinare la corsa alla coordinazione. Insomma occorre prestare attenzione a tutte le caratteristiche base. La categoria ‘d’oro’ si può dire – osserva Massimo Carrino – poiché questi ragazzi mettono in pratica tutto ciò che riesci a trasmettere”.

 

Trasmettere non solo principi di gioco: “Incoraggiamento massimo, sensazioni positive senza essere né troppo autoritari e ne troppo lassisti. Un riferimento importantissimo che veicola situazioni disciplinari. L’ambiente tipico della fanciullezza che influisce notevolmente. La gestione deve essere orientata a rendere gradevole l’allenamento, un vero e proprio divertimento. L’obiettivo è far tornare a casa, ogni singolo piccolo calciatore, con il sorriso. Anche l’aspetto comportamentale deve essere curato. Tale fascia d’età è molto indicativa, ricevi dei feedback da non sottovalutare. Ad esempio è possibile verificare i benefici degli apprendimenti, anche dopo un mese. Le nostre piccole ‘spugne’ dunque mettono in pratica ciò che gli viene indicato”.

 

Giocare per divertirsi, al di là del risultato: “Oltre agli allenamenti ci sono dei confronti con le altre squadre. Il campionato non prevede una classifica fermo restando che, naturalmente, i ragazzi si impegnano per vincere le singole gare. Vincere fa piacere ma non deve generare frustrazioni o esasperazioni, sebbene la competizione sia alla base dello sport”.

 

La Polisportiva Campitello fucina di talenti: “Un ambiente sereno dove si lavora bene.  La società è vicina e risponde presente ogniqualvolta è necessario confrontarsi. L’impegno è massimo dal presidente Cristiano Castellani a tutte le componenti dirigenziali”. Un piccolo aneddoto che riguarda i piccoli talenti rossoblù: “Giocavamo un torneo a Massa Martana quando uno dei nostri ha segnato e subito dopo si è accorto di aver toccato la palla con la mano. Si è rivolto all’incaricato a seguire la partita per chiederne l’annullamento. Non era giusto assegnare la rete. Un gesto bellissimo, sinonimo di correttezza, da portare come giusto esempio da seguire”. Ed i genitori?: “Fanno parte del gruppo squadra. Anche in questo caso è fondamentale instaurare un rapporto di fiducia, cercando di rispondere a qualsiasi problematiche che si può porre in essere”.